Si è conclusa il 15 ottobre a Versailles la 28ª Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM), che riunisce i rappresentanti degli Stati membri della Convenzione del Metro per adottare decisioni scientifiche e istituzionali sul sistema metrologico internazionale e sulle attività del Bureau international des poids et mesures (BIPM).
La cooperazione metrologica internazionale coinvolge oggi 69 Stati membri del BIPM e 34 Stati ed economie associati alla CGPM. Per ampliare ulteriormente la partecipazione, la Conferenza ha istituito lo status di Osservatore per gli Stati che ancora non partecipano alle attività del BIPM, ma si impegnano a utilizzare il Sistema internazionale di unità di misura (SI) e il tempo universale coordinato (UTC).
Questi Paesi potranno assistere ai lavori della CGPM e prendere parte a specifiche iniziative di formazione e cooperazione. La nuova modalità di partecipazione offrirà anche ai Paesi più piccoli un’ulteriore possibilità di collegarsi al sistema metrologico mondiale.
I progressi compiuti nello sviluppo degli orologi atomici ottici hanno consentito di confermare il percorso verso una nuova definizione del secondo, capace di beneficiare dell’accuratezza raggiunta da questi strumenti.
La Conferenza ha chiesto al Comitato internazionale dei pesi e delle misure (CIPM) di lavorare a una proposta da presentare alla CGPM del 2030, insieme a una proposta per la data della sua entrata in vigore.
L’adozione della nuova definizione resta subordinata al soddisfacimento dei criteri scientifici e tecnici concordati a livello internazionale, alcuni dei quali richiedono ancora ulteriori verifiche e attività di ricerca.
La CGPM ha deciso che dal 20 maggio 2027 il tempo universale coordinato diventerà continuo, superando l’introduzione dei secondi intercalari.
Queste correzioni di un secondo, utilizzate per mantenere l’UTC in accordo con la rotazione terrestre, possono creare difficoltà alle reti di telecomunicazione e alle altre infrastrutture che richiedono una sincronizzazione precisa e continua.
La Conferenza ha fissato a 3 600 secondi, pari a un’ora, il nuovo limite massimo per la differenza tra UTC e UT1. La nuova soglia consentirà di preservare la continuità dell’UTC per diversi secoli, rispondendo alle esigenze delle infrastrutture digitali e dei sistemi tecnologici interconnessi.
La crescita delle missioni e lo sviluppo di infrastrutture lunari richiedono un riferimento temporale comune, riconosciuto a livello internazionale, per coordinare le operazioni e consentire a sistemi di navigazione e sincronizzazione diversi di funzionare insieme.
La CGPM ha adottato una risoluzione dedicata allo sviluppo di uno standard di tempo internazionale di riferimento per la Luna e alla sua riferibilità all’UTC. Il lavoro richiederà la collaborazione tra BIPM, istituti metrologici nazionali, agenzie spaziali e organizzazioni internazionali.
La definizione del riferimento dovrà tenere conto degli effetti della relatività sulla misura del tempo e delle esigenze operative delle missioni, anche attraverso l’esperienza dei primi progetti lunari.
La Conferenza ha inoltre incoraggiato un maggiore coordinamento internazionale nella digitalizzazione della metrologia. Tra le priorità figurano lo sviluppo di riferimenti digitali per le unità di misura, lo scambio di dati interoperabili e l’impiego di certificati digitali, a sostegno dell’affidabilità delle misure anche nelle reti di sensori e nei sistemi di intelligenza artificiale.
L’INRiM contribuisce a questo percorso attraverso la ricerca e lo sviluppo di riferimenti di misura sempre più accurati e affidabili, partecipando alla collaborazione internazionale che sostiene l’evoluzione del Sistema internazionale di unità di misura.