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PFAS ultracorte negli alimenti: un nuovo metodo per superare i limiti della cromatografia convenzionale

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16-03-2026
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Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono composti chimici ampiamente utilizzati in ambito industriale per la loro resistenza chimica e termica. La loro elevata stabilità le rende persistenti nell’ambiente e oggetto di crescente attenzione nel monitoraggio della sicurezza alimentare. Tra queste sostante, le PFAS a catena ultracorta (C1–C4) rappresentano una sfida particolarmente complessa a causa della loro estrema polarità e della difficoltà di ritenzione cromatografica.

Nell’ambito del progetto europeo 23IND13 ScreenFood e con il supporto strumentale della Infrastruttura IMPreSA, un gruppo di ricercatrici e ricercatori dell’INRiM ha pubblicato un’application note dedicata alla determinazione di queste specie in matrici alimentari. Lo studio, realizzato in collaborazione con Phenomex, azienda leader nello sviluppo di soluzioni analitiche, utilizza il pomodoro come matrice modello ad alto contenuto acquoso.

Il metodo proposto combina estrazione ion-pair secondo linee guida EURL-POPs con separazione su colonna Luna Polar Pesticides e l’impiego strategico di una delay column per la minimizzazione delle interferenze sistemiche, in particolare la contaminazione da TFA proveniente dal sistema LC. L’analisi UHPLC-MS/MS in modalità MRM con calibrazione isotopica ha evidenziato eccellente linearità (R² > 0,99), precisione (RSD 3–6%) e separazione efficace anche per gli analiti più critici.

L’innovazione risiede nell’uso mirato di una fase stazionaria polare accoppiata a una configurazione strumentale ottimizzata, che consente di migliorare sensibilità, robustezza e controllo degli effetti di matrice, superando limiti tipici dell’analisi delle PFAS ultracorte. Il metodo offre ai laboratori uno strumento affidabile per applicazioni di monitoraggio e di controllo qualità, contribuendo al rafforzamento della base metrologica per la valutazione della contaminazione alimentare.

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